OM + Lichens @ Init [Roma, 28/Gennaio/2010]
Jan 29th, 2010 | By NerdsAttack.net | Category: Live Report“Perhaps the ultimate stoner rock band”. Così tempo fa scriveva degli Sleep Ed Rivadavia, oggi direttore del digital marketing alla RCA Records Group/Sony Music, e con un passato recente come direttore “new media” alla Roadrunner Records. Una profonda verità. Non fosse altro per la provata influenza che negli anni il possente combo californiano ha avuto su un nutritissimo nugolo di band metal. Gli anni ‘90. Lo zenith epocale di un genere mai salito sugli altari del successo commerciale, ma rimasto sempre guardiano referenziato dell’underground globale. Gli Sleep erano sicuramente [più] di una “semplice” stoner rock band. Il doom tetro dell’asse sabbathiano con i cardini Saint Vitus, Trouble ed Obsessed, sparato sui volumi heavy dei Blue Cheer. Più o meno immaginate questo scenario. Un contesto protrattosi fino quasi al 1998. Quando la diaspora e il conseguente split portarono Al Cisneros e Chris Hakius a formare gli OM e il chitarrista Matt Pike gli High On Fire (a fine febbraio fuori con il quinto album ‘Snakes For The Divine’). Quei tempi sono lontani visto che dopo la reunion del maggio 2009 all’All Tomorrow’s Parties inglese, i nostri signori del “sonno” hanno deciso di tornare on the road per un tour USA da consumarsi preferibilmente entro fine anno. Gli OM arrivano in un’ideale cornice di freddo invernale. A temperatura bassa. A fuoco lento. Al Cisneros da due anni (precisi) è orfano di Hakius che ha rimpiazzato con Emil Amos direttamente dai Grails di Portland. Ma ciò che conta è che il duo è reduce dal quarto totemico album di studio ‘God Is Good’ curato da sua onnipresenza Steve Albini. Un macigno di epica fascinazione e monolitica afflizione heavy. (ET)
La Juve perde l’ennesima partita e fa freddo. E piove. E sono stanco. Ma esco di casa. Non conosco neanche il gruppo che vado a vedere, se non di nome. Gli OM. Ma mi dirigo all’Init per rivedere anche qualche amico e bere una birra che butti giù qualche galoppante malinconia di troppo. Ma spero che il concerto mi piaccia insomma. C’è abbastanza gente, molti barbuti, come va di moda oggigiorno. Quando entro c’è un tizio che sta suonando la chitarra, su un sottofondo di passerotti e cinciallegre, da seduto. Sarà la Juve, sarà la pioggia, sarà quello che volete ma non lo reggo questo Lichens (all’anagrafe Robert Lowe dei 90 Day Men dal Missouri). Trenta insopportabili minuti di ambient chitarristico con la sua vocetta fastidiosa. Forse in studio ha il suo perchè (vendeva anche un DVD il tipo… voglio vedere la faccia di chi l’ha comprato). Sulle seggiole dell’Init la gente si accascia, qualcuno si sdraia con la schiena, tipo attesa all’aeroporto, un paio si tirano su la copertina per dormire meglio. Il supplizio finisce. Molti appluadono, io lo avrei scannato.
Veniamo agli OM. E’ ancora Lowe il primo a sedersi. E già storco la bocca. Di nuovo lui. Poi entra il bassista e iniziano a duettare, un giro di basso, una voce incontrollata, un dondolio noioso che dura un po’ ma poi almeno entra il batterista e il risultato sembra cambiare. Per i primi due brani c’è perlomeno l’elemento sorpresa. Il basso, che sembra una chitarra accordata “bassissimo”, e un batterista che con le sue rullate e mulinelli sembrano proprio creare qualcosa di interessante. Ma poi, con il passare del tempo, sopraggiunge la noia assoluta. I giri di basso son sempre quelli, il drummer, eccelso per carità, non picchia, il volume rimane “low” e Lichens suona la pizzica da invasato con un tamburello per cazzi suoi. Si percepisce una certa delusione, non sono il solo a pensarla così e il concerto si affloscia su se stesso nella monotonia. Mi spiace, mi avevano parlato benissimo del loro “wall of sound” di un concerto assurdo allo scorso festival di RoadBurn ma a parte un paio di rullate del batterista poco davvero da ricordare. Serataccia proprio.
Dante Natale










Magari non son affari miei però chi pretende di scrivere report del genere su una webzine di musica non dovrebbe conoscere almeno un pochino l’artista/band del concerto da recensire? Capirei fosse un blog personale. E’vero che, nella sostanza, il pensiero dell’autore non si discosta granché da chi ha scritto la recensione dello show del Magnolia della stessa band, però quest’ultimo sa almeno chi siano il bassista e il batterista e a quale band son “collegati”, invece di inserire un’introduzione scritta da altri.
Caro Piero, l’introduzione scritta da “altri” è del sottoscritto Emanuele Tamagnini, che era destinato al report della serata romana. Per un contrattempo familiare il caro Dante Natale si è prontamente sostituito. Detto questo non c’è scritto da nessuna parte che uno debba per forza conoscere la band per poterne scrivere. Anzi. E come del resto hai sottolineato il giudizio non è poi così lontano dal report del collega di Milano. Grazie.
Caro Tamagnini, posto che seguo Nerdsattack da tempo sufficiente a stabilire che dietro la sigla ET ci sia lei di cui, per inciso, leggo sempre con piacere articoli e report, le risponderei francamente che non sta scritto neppure che un report vada fatto a tutti costi.
A mio modo di vedere, chi scrive su una webzine, pur facendolo per passione, credo si crei comunque un “nome”, una “specializzazione” magari verso un genere o un’artista o, comunque, una certa “fama”. Per cui, senza nulla togliere al signor Natale (di cui ho letto pure articoli in passato), son conscio che un report scritto da lei sarebbe stato ben diverso (e l’introduzione ne è una buona dimostrazione).
Aggiungo che mi aspettavo una risposta del genere: proprio perché seguo Nerdsattack da un pò, non è la prima volta che noto una recensione fatta “in corner”, non da chi era il designato a farla, per intenderci e, anzi, fatta da una persona con poca o nessuna conoscenza dell’artista/band da recensire . E, ancora una volta, mi è sembrato tempo sprecato. Perché, personalmente, da lettore oserei dire “fedele”, mi piace leggere recensioni ricche di dettagli, setlist, note come qui ce ne sono tante. E di contro, se non avessi mai letto questa webzine e avessi cercato proprio una recensione dello show di ieri, credo mi sentirei quasi preso in giro. Se si trattasse di uno stimato magazine di musica cartaceo, dubito che i redattori pubblicherebbero qualcosa del genere
Comprendo il suo postulato riguardo alla non necessità di di conoscere una band per scriverne ma, ripeto, penso chi scriva qui abbia una certa competenza. E, pur ammettendo che il giudizio sulle due recensioni non è poi distante, mi dica lei, francamente, se sono “uguali”. Se, invece, c’è da andare dritti al punto, potete anche giudicare i concerti con messaggi stile sms (o twitter) o con un solo aggettivo, come già fate per i nuovi dischi, no?
Posso anche comprendere che abbiate deciso di metterci una pezza anche per una forma di rispetto verso chi vi permette di entrare agli show (e qui potrei anche sbagliarmi ma nel caso aveste fatto un report su un concerto mandandoci qualcuno “ignorante in materia”, se mi passate il termine, in sostituzione di un titolare indisponibile e pure pagando, vi farei un applauso per l’ostinazione ) ma, in tutta onestà, personalmente, preferirei nessuna recensione piuttosto che una come questa. Oppure, potevate coinvolgere qualcuno esterno alla redazione ma a cui, magari, lo show interessasse di più.
Poi, ripeto, non son affari miei. Solo, da lettore, volevo dire la mia al riguardo anche se non ve fregherà nulla. D’altronde, se la sua idea riguardo allo scrivere di musica è quella di cui sopra, posso solo prenderne atto, spero solo sia chiaro che intendevo “scrivere di musica su una webzine su cui si suppone scriva gente che sa di cosa parla”. Magari sbaglio io, mah.
prego, saluti.
A me piace “set the controls for the heart of the sun”, la versione dilatata che sta sul primo disco di ummagumma. Che non è nemmeno la più dilatata, come dimostrano i bootleg dell’epoca. E più è dilatata, meglio è. E per lo stesso motivo mi piacciono gli OM.
Il recensore è della juve, e quindi di dilatato ha qualche altra cosa, come dimostra Lapo. E per questo motivo non apprezza gli Om.
Uno scrive i report di quello che gli pare. Dei gruppi che conosce e di quelli che non conosce ( si chiama curiosità). Non c’è nessuna regola. Non credo di essere l’unico che va a vedere concerti di band che non conosce no? Se ne può parlare lo stesso. L’onestà sta nell’ammetterlo.
Caro Piero, ti ringrazio ancora per il tuo “appunto” che ci hai mosso, che dimostra comunque interesse e partecipazione al nostro lavoro quotidiano. La tua fedeltà non può che farci piacere e per questo accettiamo senza problemi l’attenta disamina. Ma permettimi di non essere d’accordo riguardo il fatto che ad un concerto debba andare per forza di cose un collaboratore che abbia piena conoscenza della band in questione. Se così fosse non avremmo recensito (e non solo noi) gruppi assolutamente sconosciuti o poco noti giunti dalle nostre parti. Il punto fondamentale è questo. Se domani suonano i “Pinco Pallino”, emeriti “nessuno”, che si fa? Dovremmo dare spazio solo ai nomi “noti”? I soliti nomi noti? Del resto essere un “giornalista” significa soprattutto essere in grado di saper scrivere sempre e comunque. Poi certo uno si specializza col tempo ma - e te lo dico per esperienza personale - in 17 anni di “servizio” ho dovuto (e ripeto dovuto) scrivere di metal, black metal, gothic, hard rock, glam, pop, musica leggera, musica leggerissima, gossip ecc ecc.
E’ il nostro lavoro. Dovrebbe essere così per tutti. Poi sono d’accordo con te che nella “tua” webzine, nella tura rivista, nel tuo portale di fiducia VUOI riconoscere i collaboratori, vuoi trovarli al posto giusto nel concerto giusto. E’ stato sempre così. Lo è stato per me quando avidamente mi nutrivo di magazine specializzati. Quindi comprendo. Ma il fatto non dovrebbe sussistere visto che Dante Natale è praticamente il nostro “UOMO” di fiducia (e questo dovresti saperlo) riguardo proprio lo stoner, il doom, il punk ecc. Quindi chi meglio di lui?
Stona un po’, permittimi, la tua affermazione: “Aggiungo che mi aspettavo una risposta del genere: proprio perché seguo Nerdsattack da un pò, non è la prima volta che noto una recensione fatta “in corner”, non da chi era il designato a farla…”. Le recensioni fatte in corner non esistono. Non dobbiamo fare “numero” a tutti i costi, dopo quasi 1000 concerti reportati (traguardo che taglieremo fra qualche mese) ti posso assicurare che esistono recensioni di concerti che vengono a volte “passate” di mano, solo per questioni di indisponibilità dell’ultima ora. Lo facciamo per rispetto dell’agenzia, del locale con il quale collaboriamo, che ci ha gentilmente concesso l’accredito.
Ma siamo altresì forti del fatto che il nostro manipolo di collaboratori sia assolutamente in grado di spaziare da un genere all’altro. Perchè è il segreto del buon giornalismo musicale. Quello che non si erudisce su se stesso, rimanendo ottuso e senza orizzonti. Oltre 200 concerti all’anno significa offrire un servizio (che sia buono o meno non sta a noi giudicarlo) che credo pochi altri (forse) possono permettersi. Se avessimo dovuto sposare la tua rispettabilissima tesi, oggi di concerti in archivio ne troveresti un quarto.
Con affetto
Emanuele Tamagnini
In ogni modo, per rispondere a Piero, che negli OM ci fosse un ex membro degli Sleep lo sapevo, ma gli Om in sè non li avevo mai sentiti musicalmente. Ma il GENERE MUSICALE DEGLI OM MI INTERESSA. Detto ciò continuerò a recensire tutti i gruppi che mi capita di vedere, che li conosca oppure no. A volte l’approccio con l’imene musicale intatto è più vero e oggettivo del fan spassionato che difende comunque la sua band. Ma non sempre, ovvio. Saluti.
che palle
http://www.youtube.com/watch?v=EEWyC2RfVLk
in questo modo però credo che nerds attack abbia solo da perdere.
no tracklist, no conoscenza degli individui, quindi dei dischi (per fare almeno un minimo raffronto!).
un minimo di informazione è alla base di qualsiasi forma di giornalismo. la forma della recensione poi può anche essere splendida, ma in quanto ad affidabilità zero.
ciao.
La tracklist mai messa in 7 anni di live report, se non in qualche caso eccezionale. Forma obsoleta e only for fan che non rientra nel nostro “pensiero” di report. Dunque credo che tu non conosca affatto il nostro sito. Sapevamo bene tutti chi fossero gli OM, non preoccuparti quindi, quel “minimo di informazione” che è alla base di qualsiasi forma di giornalismo è stato assicurato. Non venire a parlare di affidabilità a noi. Quando copriamo oltre 200 concerti l’anno dall’hip hop al black metal. Gli OM hanno deluso fortemente sia a Milano che a Roma. Questa è la verità. Grazie del tuo spassionato e benevolo interesse verso Nerds.
@ Gio: perdonami, ma dove sta scritto che è obbligatorio mettere la ‘tracklis’ altrimenti non si può fare un report?
Ci sono siti più affermati che non la mettono. Ci sono siti che mettono solo le foto dell’evento. Ci sono siti che fanno solo report senza foto e tracklist. Ci sono siti che mettono ‘in automatico’ la tracklist ma tralasciano altri aspetti fondamentali di un concerto come le senzazioni del pubblico, l’atmosfera che si respira, la critica (costruttiva) a quell’evento, etc. Ci sono anche siti che, ainoi, non conoscono gli ‘individui’.
Secondo il mio modestissimo parere, c’è differenza tra un professionista ed un appassionato. Un ottimo ‘cronista’ non è un ottimo opinionista. Anche se è pur vero che l’uno è il complemento a uno dell’altro ed il massimo sarebbe il ‘tutt’uno’.
C’è insomma un po’ di tutto. Spero che continuerai comunque a seguirci al di là di quei semplici particolarismi definiti, giustamente ‘obsoleti’ e ‘only for fan’ .
Ciao
…. dimenticavo. La cosa più grave è che ci sono siti molto affermati ma altrettanto poco democratici che evitano di postare i commenti negativi degli utenti ai loro interventi.
ari-ciao
Sarebbe bello leggere di qualcuno che era al concerto a Roma e che scriva le sue opinioni di quel concerto. Quello credo che sarebbe interessante, anche per quelli che vogliono sapere la scaletta.
io c’ero ma mi sono addormentato tanto ero annoiato
Concerto brutto brutto,e lo dice uno che ama gli Om su disco ed è andato a vederli carico di aspettative.
Premesso ciò,secondo me bisognerebbe essere tutti più sportivi ed accettare serenamente le critiche,almeno finchè non sfociano nell’offesa gratuita o nella superficialità.
E questo dovrebbe valere per chiunque si “offre”,tramite la sua azione “pubblica”,al giudizio altrui,che sia esso un locale,una band,un sito o quant’altro.
Queste catene di Sant’Antonio di batti e ribatti infiniti non so fino a che punto siano produttive.
Ma per me non c’è nessun problema. Ho risposto civilmente alle critiche. Per me si può recensire un concerto pur senza conoscere i dischi della band che si va a vedere, sopratutto se si è appassionati del genere. Potrei capire fossi andato a recensire un concerto di reggae… Per qualcun’altro invece no. Amen. Fine della discussione. (Vedi mie risposte 5 e 7)
Om:
Secondo me sono la band migliore uscita dal 94 in poi.
Il concerto, fantastico.
Lichens: mi piace un casino.
Ovvio.
GLi Om vengono recensditi come doom/stoner band.
Nulla di piu sbagliato gli Om sono gli Om, se non siete avvezzi ad uno stato mentale perlomeno “diverso” ovvio che non apprezzerete.
Anche se il sound poteva non essere pefetto ( poco volume ), se la vostra attitudine mentale e rivolta nel senso giusto e difficile non apprezzare.
La gente dice noia noia, e che si aspetta … se non capite quello che c’è dietro la musica sarà sempre e solo noia per voi.
Per me Gli Om ahanno fatto uno dei piu bei concerti della mia vita, nulla da aggiungere tranne che.
Un butta fuori voleva buttarmi fuori per uso di stupefacenti, azz ma mica eravamo al concerto degli om ?
Fuck locali gli Om si meritano ben altro.
Luck focali
Aggiungerei che la musica che ascolto è al 90% raggae-dub, poco stoner praticamente zero, tanti anni fa mi piacevano i kyuss.
Forse per questo il concertro mi ha entusiasmato.
Andare a vedere un concerto perchè si dice che tale gruppo faccia tale musica secondo me non va bene.
Nulla di male intendiamoci, ma spesso ci si aspetta una cosa e se ne trova un’ altra.
DIfatti al concerto mi son chiesto, ma qui la maggior parte della gente ascolta doom e cose simili … che ci stanno a fare a vedere gli OM ?
fine.
Mi sembra di non essermi riuscito a spiegare troppo bene e, allora, vedo di non esser prolisso: se sulla sostanza della recensione si è compreso tutto, intendevo dire che ci si poteva sprecare un momento in più sulla forma. Se adattassi il pezzo di Dante Natale per recensire un altro duo basso batteria probabilmente non se ne accorgerebbe nessuno, tanta è la mancanza di anche semplici nozioni che si riscontra (scrive per esteso il nome di Lichens, che ci voleva a scrivere anche solo “Al Cisneros” riguardo agli OM?!). Sa chi sono gli strumentisti, perché non scriverlo? Leggendo pare che Lichens fosse il protagonista…Magari è una piccolezza ma avrebbe sicuramente fatto miglior figura. E’ ok non sapere chi si esibisce al locale, passi il non menzionare manco il nome di un brano però uno straccio di info non si può proprio inserire? . Non discuto sulle conoscenze di Dante Natale nell’ambito del genere però si dovrebbe tener presente che, tanto per il lettore abituale quanto per quello saltuario, forse dovrebbero trasparire in qualche modo o mi sbaglio?
Ah, sempre secondo me: un concerto del genere non può essere ascritto alla categoria “pinco pallino” qualunque. Avrei capito si trattasse di una serata di “giovani talenti” però su, credo che gli OM non siano una band di esordienti e, anzi, portano con loro un pò di storia.
Ma poi, ripeto, il mio voleva essere solo un suggerimento. Fate vobis.