ELTON JUNK [Loophole-Forears 2010]
Mar 10th, 2010 | By NerdsAttack.net | Category: RecensioniDi solito, non mi è mai troppo agevole recensire un gruppo al suo ennesimo disco senza conoscere troppo le fatiche precedenti. Ma questi ragazzi mi rendono la vita decisamente facile. Il trio senese/bolognese di stanza a Chianti Elton Junk giunge al quarto traguardo della carriera con la pubblicazione dell’ottimo ‘Loophole’, e l’ascolto dell’opening ‘Al Fiume’ mi predispone già positivamente. Il buongiorno si vede dal mattino e l’album non tradisce le buone aspettative create al principio. La voce del cantante Andrea Tabacco, al primo verso, mi fa pensare al Piero Pelù degli ottanta. E non a torto, visto che qui, di wave (diverse volte nella sua accezione più tenebrosa e sognante) se ne respira parecchia, anche se il disco riserva discrete sorprese. Una voce pulita ed efficace tanto in inglese che in italiano - merce piuttosto rara - si amalgama bene con la tipica triade basso-chitarra-batteria, ben equilibrati tra loro in fase di missaggio, nella concentrica ‘Al Fiume’. Anche la seguente ‘Lost’ si presenta con una melodia a giro su sé stessa, per poi trasformarsi senza preavviso in una specie di rapida cavalcata western. L’atmosfera si fa rarefatta e sognante con ‘All Along The Horizon’, canzone da viaggio su una highway americana al tramonto, in bilico tra Black Heart Procession e Calexico: il brano migliore. Il mood subisce però, proseguendo, diverse sterzate: l’Iggy Pop più wave e ripulito si affaccia su ‘Loophole’, mentre su ‘Particular Skills’ si entra in territorio indie-pop. ‘The Power Of Love’ e ‘Summer’ tornano sulle atmosfere umide e oscure della prima metà del disco, mentre l’ottima e mutevole ‘The Beast Called Rock And Roll’ inizia con sonorità latine per poi lanciarsi in una cavalcata rock che sprofonda finalmente in una scia melodica minacciosa, dalle reminiscenze crimsoniane. La sintetica ‘Dal Miele’ chiude degnamente il capitolo. Insomma, coi toni wave e gotici ben presenti sullo sfondo, gli Elton Junk arricchiscono il piatto con le spezie più svariate, concedendo forse troppo alla dispersione: una maggiore uniformità non sarebbe guastata. Ma il risultato è comunque ben al di sopra della media. Suggerimento: provare ad insistere coi testi in italiano. Da seguire da vicino. [***1/2]
Eugenio Zazzara










