Alle spalle la lunga ombra e le lunghe mani dei Marlene Kuntz. Luca Bergia fonda, Riccardo Parravicini produce, Toto Maisano organizza. I Tindara debuttano tre anni dopo aver fatto nascere l’idea musicale. E lo fanno con coraggio, perchè per proporre un album così preponderatamente incastrato-incastonato-incagliato negli anni ’90 post-alternative, c’è davvero bisogno di grande mestiere, di grande gusto, di grande talento. Caratteristiche che evidentemente non difettano al quartetto visto che ‘Quando Parlo Urlo’ è un album (in italiano) perfettamente bilanciato tra spigoli abrasivi, cantautorato edulcorato dalla casa madre “kuntziana”, derivazioni dell’ovest piovoso americano rintracciabili nel genere di cui sopra. La seconda parte si (ri)piega lievemente su se stessa prima di un ruvidissimo finale seattleiano (all’improvviso ho rivisto i Paw folgorati assieme ai My Sister’s Machine), griffe che avrebbe però dovuto essere più presente lungo i quasi trentaseiminuti di durata complessiva. Per certi versi sorprendente. [****]
Emanuele Tamagnini

