Confesso che il primo impatto con questo album era stato negativo. “Hai fretta e non ti fermi ad ascoltare”. Ok, mi ci sono voluti più ascolti diluiti nel tempo e, alla fine, ho rivisto il mio giudizio: ‘L’essenziale è invisibile agli occhi’ degli Avvolte (già Avvolte Kristedha) è un buon prodotto, da piazzare a grandi linee nel solco dell’alternative rock italiano a partire dai primi album in italiano degli Afterhours, ascoltabile ma non disimpegnato e alcuni passaggi entrano in testa già dopo un paio di ascolti. Lydia Lunch e la sua voce recitante inaugurano l’album e il primo brano ‘Nessuna Rete’, in cui si parla di morti sul lavoro. Liriche non banali, dunque, e spesso cupe, evidenziate anche dall’ottimo artwork a cura di Greta Lizard, chitarre arpeggiate e più spesso feroci, solida sezione ritmica per atmosfere cangianti, come in ‘L’ultimo giorno’. Un album che potrebbe essere un buon biglietto da visita per gli Avvolte per raccogliere buoni e ulteriori consensi dopo una carriera già lunga oltre 15 anni. [***1/2]
Piero Apruzzese

