Torna dopo qualche anno di troppo (anche la mia recensione segue parallelamente il loro ritardo) uno dei gruppi più importanti della nostra scena psych stoner hard: i bergamaschi El-Thule. E lo fanno ovviamente con un grandissimo lavoro, in cui troviamo la novità del cantato in italiano. E’ un album monumentale a livello di suoni e chitarre, molto metal, ma mai tamarro, e un lavoro alla batteria iperuranico. Il cantato tende anche a cercare la melodia senza urlare impropriamente, però il resto della musica è quasi sovrannautrale con riff assassini, ritmi scuoti montagne, assoli metal anni ’70, e un atteggiamento militaresco-guerriero che fa da apripista a testi molto legati alla spiritualità e alla natura. Non c’è nessun brano in particolare ma è tutto il disco che è perfetto dall’inizio alla fine, tanto sembra che sputi sangue e fuoco da ogni nota. Martellano senza fine senza mai essere banali. Son tornati gli El-Thule. Ditelo in giro. [*****]
Dante Natale
EL-THULE [Zenit-Go Down Records 2012]
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