Il caro Daniele Maggioli, più volte recensito qui su Nerds Attack!, tolti gli abiti di cantautore serio, assieme a Antonio Ramberti, per sbarcare il lunario si lascia andare con questo progetto a bizzarrie e joie de vivre senza pensieri arditi, tra il semi serio e l’anarchia, tra il gioco e l’arguzia. O tra il nulla e il tutto. Questo è addirittura il loro quarto disco. Folk demenziale? Forse o forse no, ma il progetto va sicuramente preso in considerazione, perchè c’è del genio comico in questi due ragazzi e basterebbe la sola ‘Extraterrestri’ o la giullaresca ‘Il Nostro Pubblico’, amara ma divertentissima constatazione di chi spesso va a vedere i concerti ai pub o in circoli Arci sulla Via Emilia, per dargli la giusta attenzione. Raccogliendo l’insegnamento dell’humor pirandelliano, parlare di cose serie con leggerezza e (sopratutto) viceversa, le perle di comicità splendono di luce propria, potrei citare il testo di ‘Beba’ ma l’effetto non renderebbe minimamente se non sentite come la cantano e la suonano questi due romagnoli fieri e puri. Tra swing, jazz, be pop e liscio avrete un disco di allegria che ogni tanto inciampa nella malinconia e che mostra vera saggezza indu quando dice “L’arte di Vecchioni non ditemi che è bella, più che un professore mi ricorda una bidella, Dalla non brillava di bellezza, la dove il mare luccica, mi mette una tristezza, De Gregori ha fatto pure i dischi buoni ma gli ultimi 28 mi rompono i coglioni, nel regno dei contorti è il principe del nulla, copiava Dylan quando stava nella culla, e se non siete sazi beccatevi Fossati che blatera dal pulpito con l’alito dei preti, Venditti poveretto, uomo gargarismo, arriva Celentano con il suo catechismo”. Su De Andrè non condivido e non cito. [****]
Dante Natale

