SHOTS IN THE DARK [Spaghetti Skank-Raged Records 2008]

Mar 13th, 2009 | By admin | Category: Recensioni

Capita a volte di comprare un disco e lasciarlo nel lettore per parecchio tempo, ma più passano i giorni e più le possibilità che subentri la noia aumentano. Questa legge universale ovviamente non ha nessun corso nel mondo dei grandi dischi e ‘Spaghetti Skank’ fa parte di questa categoria. Uscito ad Ottobre il CD degli Shots In The Dark governa in maniera dittatoriale da 6 mesi il mio impianto hi-fi relegando i cofanetti dei Bad Manners e addirittura di Desmond Dekker al ruolo di poggia-bicchieri. Gioisca il re dello ska che finalmente ha trovato dei validi successori sul suolo italiano. Gioiamo noi romani che oltre alle validissime scene indie, rock e punk forse stiamo iniziando ad averne una ska. O per lo meno adesso sappiamo che c’è un capostipite. Ska original e skinhead reggae in stile anni ‘60, quello che attingeva dalla musica nera ( o si dice abbronzata?) tutta la sua forza vocale ed i cui musicisti potevano essere paragonati a qualsiasi spocchioso jazzista con la sola differenza che quelli jamaicani facevano ballare la gente per ore ed ore sotto il sole. L’ensemble romano aveva già sparato delle ottime cartucce con la precedente uscita e sembrava difficile fare di meglio per un gruppo del genere, ma con quest’ultima mi hanno sorpreso sul serio soprattutto per la maturità che hanno raggiunto nel sound, nella composizione e nel modo in cui mischiano il tutto con elementi western che danno un certo retrogusto morriconiano. Dodici tracce con un tiro micidiale, una timbrica soul calda come poche ed un groove dato da una brass session senza pari nello stivale. Ma oltre all’aspetto musicale l’intelligenza di questa band si nota anche nei testi che non sono le solite banalità  da frakkettoni tipo “daje famose le canne, s’annamo a divert’ nannì nannì”, ma vengono affrontati temi di protesta con una tale rabbia da far venir voglia di cantare con le braccia al cielo. Il disco migliore uscito nella capitale da molto tempo a questa parte. Un consiglio: se vi siete stancati di cercare di capire come si balla l’indie-rock provate a passare ad uno dei loro concerti. Vi verrà tutto spontaneo.

Andrea Di Fabio

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